Novecento...TRE
NOVECENTO… TRE
Sulla stessa nave convivono due mondi opposti: il lusso leggero della prima classe e la fatica silenziosa della terza, gli abiti eleganti di donne frivole che cercano emozioni e le mani segnate dalla fatica e dal dolore della povertà, le luci dorate delle cene eleganti e le ombre profonde di chi deve fuggire da contesti di miseria e sofferenza. Tra queste distanze, c’è qualcosa che attraversa tutti: la musica, leggiadra compagna per le donne della prima classe e colonna sonora della condanna per quelle della terza classe.
Perché quel …tre? Chiederanno i miei piccoli amici.
Perché almeno tre cose sugli avvenimenti storici del primo trentennio del XX secolo dovevamo dirle, onde dare spessore a un testo sostanzialmente frivolo e uno spazio adeguato a ben 35 attori.
I viaggiatori del Virginian sono consapevoli che il viaggio è provvisorio e che la vita di tutti i giorni ha presentato, presenta e continuerà a presentare i conti. Solo per Novecento il viaggio è definitivo e non vi è nulla al di fuori del suo viaggio e della sua musica che egli considera l’unica realtà a portata di mano, “gestibile”. Ma lui appunto è figura di fantasia, oltretutto latrice di una esistenzialità letteraria ma letterariamente inconsistente.
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Carlo Dario |
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